Armando Spataro e il referendum costituzionale

12 maggio 2016 di sicilia Nessun commento »

“se c’è una questione che non ha niente a che fare con le funzioni di Governo è precisamente la Costituzione”

tratto da Repubblica dell’8 maggio

CARO direttore, ebbene sì, lo confesso: ho aderito da subito al Comitato promotore per il “No” in vista del referendum confermativo della recente riforma costituzionale. E non basta: l’ho fatto anche per il “No” alla riforma bocciata nel giugno del 2006, allorché ho girato l’Italia in ogni possibile weekend, parlando di fronte ad ogni tipo di uditorio. Grazie ad una capillare opera di informazione, vinse il “No”, con il 61,3% degli oltre 25 milioni di votanti.

 

Avendo qui confessato queste colpe, potrei oggi essere accusato, secondo un pensiero che si va diffondendo, di appartenenza ad associazione per delinquere, con la qualifica di promotore e con l’aggravante della recidiva specifica: sembra, infatti, che sia quasi illegale che i magistrati possano “schierarsi” in un referendum di natura costituzionale. Tradirebbero, si dice, la loro terzietà e così confermerebbero la loro politicizzazione, una tesi di assoluta infondatezza. Dico subito che questo diritto-dovere di “schierarsi” non ha nulla a che fare con la contesa partitica-politica che si sviluppa nei periodi di campagna elettorale ed alla quale, certo, i magistrati devono rimanere estranei, come prevede anche il nostro codice deontologico. Qui si tratta, invece, di un diritto costituzionale di cui anche il magistrato – come ogni cittadino – è titolare e che viene oggi contestato, in misura ben più dura di quanto avvenne nel 2006, quasi che una “militanza civica” comporti rinuncia alla propria libertà morale e di giudizio, quasi che una simile testimonianza abbia il significato dello schierarsi “contro” qualcuno, piuttosto che “per” valori e principi.

Bisogna invece chiedersi perché mai un premier debba proporre una interpretazione impropria del referendum governativo: “per me” o “contro di me”, annunciando l’impegno di dimettersi in caso di vittoria del “No”! Perché mai questa scelta, visto che si tratta di una riforma voluta da una oscillante maggioranza di governo e non certo da un vasto schieramento trasversale, politicamente e culturalmente solido? La risposta pare risiedere nelle modalità di comunicazione per spot e tweet che l’attuale contesto storico sociale sembra imporre, sicché conviene – secondo alcuni – proporsi ai cittadini invocando fiducia nella propria immagine e nella propria capacità manageriale (con brand del tipo: “meno spese e tempi rapidi per le leggi! Via i laccioli del bicameralismo che compromettono la governabilità del paese e l’azione dell’esecutivo!”) senza doversi far carico di un difficile e motivato confronto con le preoccupazioni di chi ricorda che la nostra Costituzione fu approvata dopo diciotto mesi di lavoro da 556 parlamentari e giuristi di ogni estrazione, mentre questa riforma, anche attraverso mozioni di fiducia e tagli di emendamenti, ricorda piuttosto, almeno quanto al metodo, quella bocciata nel 2006, scritta da quattro “saggi” durante alcuni giorni estivi trascorsi a Lorenzago di Cadore. Occorre che dal “Fronte del NO” sia respinta, invece, ogni deriva che tenda alla politicizzazione del confronto per trasformarlo in scontro: “NO”, dunque, anche al mistificante spot pubblicitario di un futuro paese modernizzato ed efficiente grazie a questa riforma! Non esiste un “Governo costituente”, specie se nato da una maggioranza partorita da una legge dichiarata incostituzionale, anche perché – come ha scritto L. Ferrajoli – “se c’è una questione che non ha niente a che fare con le funzioni di Governo è precisamente la Costituzione”.

Bisogna attivarsi, allora, spiegando le ragioni del “No” ovunque sia possibile, nelle università, nei centri sociali, nei circoli di quartieri, anche attraverso strumenti informatici e moderne tecnologie, auspicando che il mondo dell’informazione televisiva e della carta stampata assicuri eguali possibilità di confronto alle due parti in causa. Bisogna ricordare a tutti che ben 56 costituzionalisti, tra cui 11 ex presidenti della Consulta e molti “saggi” in precedenza nominati per contribuire alla riforma della Costituzione, si sono schierati pubblicamente per il “NO”, pur con rilievi ricchi di spunti propositivi. Bisogna far conoscere le argomentate ragioni dei numerosi altri professori del Comitato per il NO che hanno criticato il futuro pericolo di squilibrio tra le componenti del Parlamento, quello di indebolimento delle autonomie regionali, nonché il rischio di influenza del Presidente del Consiglio nelle nomine degli organi di garanzia (dal Capo dello Stato ad una parte dei membri della Consulta e del CSM). E tanto altro potrebbe dirsi.
Perché mai, in questo quadro, sarebbe inaccettabile che i magistrati si impegnino e si espongano pubblicamente nella campagna per spingere i cittadini a votare “No”? A tanti di noi, piuttosto, tale impegno appare doveroso anche se, come ha detto Paolo Borgna, esso va attuato, “rifuggendo da atteggiamenti di schieramento e da logiche di amico-nemico” e ricordando quanto avvenne nel gennaio del 2005 e del 2010, in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, allorché tutti i magistrati italiani vi parteciparono stringendo in mano, ben visibile, una copia della Costituzione, quel pezzo di carta – disse Calamandrei – che non va lasciato cadere inerte al suolo.

P.S.: a chiunque avesse dei dubbi, consiglio di confrontare il vecchio ed il nuovo art. 70 della Costituzione, un rigo il primo, una pagina il secondo, riscritto questo – come ha detto G. Zagrebelsky – con tecnica da “decreto milleproroghe”.

Messina 24 Agosto: Perchè dire NO

21 agosto 2016 di sicilia Nessun commento »
Messina 24 agosto 2016

Messina 24 agosto 2016

C’è bisogno di Resistenza

Perche dire NO

alla “deforma” della Costituzione

Relatori:

Daniele IALACQUA

Nino MANTINEO

Enzo PALUMBO

Maurizio RELLA

modera:

Rafel DE FRANCESCO

Mercoledì 24 Agosto 2016 h 18.30

Parco Horcinus Orca Torrefaro

organizzi la sezione ANPI della CIttà di Messina “Mimmo Trapani”

“Siamo liberi e indipendenti e applichiamo la democrazia: ci si confronta, si discute e infine si vota”

20 maggio 2016 di sicilia Nessun commento »

“Siamo liberi e indipendenti e applichiamo la democrazia: ci si confronta, si discute e infine si vota”: così il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, in una intervista a Repubblica.it

Prof. Carlo Smuraglia

Prof. Carlo Smuraglia

GALATIOLO Gaspare – Palermo (PA)

12 maggio 2016 di sicilia Nessun commento »

Palermo vigilia del 25 aprile del 2016. Siamo, io e Salvo Li Castri, nella sede dell’ANPI Palermo ospiti della Cgil regionale intenti a curare gli ultimi preparativi per il prossimo 25 aprile, quando arriva un signore, Salvatore Ninni Galatioto, che chiedendo dell’ANPI ci porta la testimonianza “25 Aprile 1961  Dialogo con mio padre” del racconto che il padre, Galioto Gaspare partigiano Comandante “Zeta”  gli fa prima di andare alla festa della Liberazione del 1961 al Giardino Inglese. Cinquantacinque anni dopo ancora un recupero importante della memoria.

Angelo FicarraGalatioto Gaspare partigianoGalatioto Gaspare partigiano 2

CANI Salvatore – Campobello di Licata (AG)

12 maggio 2016 di sicilia Nessun commento »

ringraziamo l’autrice della ricerca Carmela Zangara  cui si deve questo ulteriore importante recupero della memoria

In sperduti paesi arroccati sulle cime più alte delle Prealpi, o nelle dormienti valli alpine, non è raro trovare inciso su   cippi commemorativi ai Caduti della Resistenza il nome di soldati meridionali. Giovani che dopo l’8 settembre del 1943 salirono sui monti per combattere il nazifascismo pagando con la vita il prezzo della   libertà, catalogati genericamente come caduti della II guerra mondiale che però si distinsero per il valore tramandato al Nord Italia nei luoghi teatro degli eventi ma sconosciuto ai più – e a volte agli stessi familiari -nella loro terra di Sicilia.

Nasce da qui il mio impegno per il recupero della memoria di questi eroi ancora dimenticati, verso i quali avverto un debito di riconoscenza poggiando sul loro sacrificio la nascita della nostra democrazia. Continua a leggere: CANI Salvatore – Campobello di Licata (AG)

Lettera di Memoria e Liberta 25 Aprile 2016: I partigiani siciliani, 520 nominativi

19 aprile 2016 di sicilia Nessun commento »

I partigiani siciliani, 520 nominativi

Lettera di Memoria e Liberta 25 Aprile 2016

a cura di Domenico STIMOLO

 

Scarica Lettera di Memoria e Liberta 25 Aprile 2016

 

 

 

La Resistenza nel meridione d’Italia

17 aprile 2016 di sicilia Nessun commento »

È un capitolo poco conosciuto, ma molto importante nella Storia recente del nostro Paese. La partecipazione del meridione e dei meridionali della lotta di Liberazione è al centro della  puntata di “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura, condotto da Massimo Bernardini.

In studio la professoressa Isabella Insolvibile ricorda non solo le quattro giornate di Napoli, evento tra i più significativi della Resistenza in Europa, ma anche le ribellioni di Matera, Bari e di molte altre realtà del mezzogiorno d’Italia. In primo piano anche la partecipazione dei meridionali alla lotta di Liberazione nel centro e nel nord Italia. Un tassello determinante per capire cosa veramente è stata la Resistenza in Italia.

La Resistenza nel meridione d’Italia

con Isabella Insolvibile

di Giancarlo Mancini

 

Guarda sul sito raistoria

Combattiamo l’antisemitismo ed educhiamo i ragazzi alla pace

17 aprile 2016 di sicilia Nessun commento »

nicolosi

12 Marzo contro la guerra – Iniziativa a Catania promossa dall’ANPI

12 marzo 2016 di sicilia Nessun commento »
12 Marzo contro la guerra - locandina nazionale

12 Marzo contro la guerra

 

No alla Guerra in Libia
No ai Droni a Sigonella
No al MUOS a NiscemiSABATO 12  ALLE ORE 17,30       PRESIDIO SIT-IN  presso la Prefettura di Catania
L’ANPI Catania invita tutte le associazioni e le cittadine e i cittadini a partecipare al SIT-IN per La Pace

Siamo già in guerra.
Servizi segreti italiani, assieme a quelli francesi, inglesi, americani, preparano il terreno per un intervento militare che, secondo gli USA, dovrebbe gravare prevalentemente sulle Forze Armate Italiane.
Contro la Costituzione, il governo Renzi attribuisce ai servizi segreti il comando di reparti speciali dell’esercito, permette l’uso di Sigonella per incursioni aeree con i droni, insiste per la utilizzazione del MUOS di Niscemi e, mentre siamo già in guerra, il governo si copre di una prudenza istituzionale attendendo la formazione di un governo unitario libico mentre sono i nostri ”alleati” che non ne permettono la formazione. La Turchia e l’Arabia Saudita sostengono di fatto l’insediamento dell’ISIS. L’Egitto, che preme sulla Cirenaica, vive con gli aiuti USA ed addestra i suoi poliziotti con la collaborazione della Polizia Italiana (e di tanto in tanto si esercitano alla tortura su nostri connazionali).
Un intervento militare in Libia è in diretto contrasto con i nostri interessi nazionali e con quelli degli stati confinanti (Tunisia, Algeria) e coinvolgerà le popolazioni locali in nuovi lutti, miserie ed emigrazioni
Occorre fermare la subalternità del governo italiano agli USA, la lunga schiavitù alle servitù della NATO, alle spinte alla guerra, sconfiggere la campagna di stampa per la militarizzazione del conflitto, difendere la Costituzione Italiana che impone il ripudio della guerra.
Prima che sia troppo tardi vediamoci

Sabato 12 marzo alle ore 17.30

Lettera aperta al Sindaco di Niscemi sulla proposta di una via a E. Pound

13 febbraio 2016 di sicilia Nessun commento »

Ci permettiamo di evidenziare che le strutture istituzionali locali nella loro  pratica amministrativa hanno il dovere di rispettare l’essenza  dei valori fondamentali declamati dalla nostra  Costituzione imperniata sul riscatto democratico duramente conquistato dopo le nefandezze contro l’umanità e i diritti fondamentali di libertà operate dalla dittatura fascista, compreso, nello specifico, la scelta sulla titolazione delle strade cittadine. Il rispetto della memoria storica e l’educazione civile e democratica delle nuove generazioni hanno come prioritario riferimento la toponomastica cittadina.

Pertanto consideriamo la proposta di intitolare una strada della città di Niscemi a Ezra Pound, come in esame all’o.d.g. della seduta consiliare  di giorno 11 febbraio 2016, un atto che lede in maniera profonda i dettami che caratterizzano la nostra Repubblica.

Ezra Pound – statunitense di nascita -,  durante il ventennio fu un focoso estimatore della dittatura fascista, quindi, delle scellerate politiche razziali perpetrate che determinarono l’olocausto umano nei campi di sterminio e, dei dettami della “razza ariana” che   rappresentarono i moventi ideologici dell’orrenda guerra mondiale provocata, con oltre 55 milioni di morti e immane distruzioni..

Tra l’altro, dal 1940, con la guerra di aggressione già scatenata dal nazifascismo, svolse una continua ed intensa azione di propaganda, con molte centinaia di interventi presso la Radio nazionale fascista ( Eiar).
Poi, dopo l’armistizio del’8 settembre 1943, mentre i patrioti conducevano la Lotta di Liberazione contro i fascisti e gli occupanti nazisti, Ezra Pound continuò la sua ferrea azione di propaganda nella RSI.
A Liberazione avvenuta, consegnato ai militari degli Stati Uniti, fu accusato di collaborazionismo e tradimento.
E’ opportuno, quindi, che la strada in oggetto venga intitolata ad un Patriota  immolatosi per la libertà o ad un Padre costituente.

Palermo,10/02/2016

Ottavio Terranova

coordinatore ANPI Sicilia